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Lo sciopero in A è realtà
Soltanto un miracolo dell'ultima ora potrebbe far si che il campionato parta regolarmente.
I bookmakers fino a qualche settimana fa non ci credevano e quotavano questa possibilità a 3.50, invece alla fine la Serie A sembra destinata a fermarsi. Non è ancora arrivato un accordo sul rinnovo del Contratto Collettivo dei Calciatori, tra l'Associazione italiana calciatori e la Lega di Serie A. La Figc con Abete ha provato fino all'ultimo ad evitare che lo scontro arrivasse a far fermare la prima giornata del campionato, ma poco ha potuto davanti alla fermezza di Beretta e dei presidenti della massima serie. Il presidente della Federcalcio ancora spera in un miracolo, tanto che ha deciso di aspettare fino a domani mattina per comunicare ufficialmente lo slittamento della prima giornata. Lo stesso Damiano Tommasi, presidente dell'AIC, ha affermato che ancora non è detta l'ultima parola e che un accordo potrebbe essere raggiunto anche nelle prossime ore. Ma la parte più dura sono i presidenti delle squadre di A, tanto che Beretta è andato ancora all'attacco: "Al momento non esiste una proclamazione ufficiale dello sciopero. In assenza i club convocheranno le squadre. La Federazione non può rinviare la prima giornata in assenza di uno sciopero". Insomma i contendenti continuano a ribattersi le responsabilità, tutti ne vogliono uscire nel migliore dei modi, ma alla fine chi ci sta rimettendo sono i tifosi. Cosa penseranno coloro che da settimane avevano già prenotato un aereo o un treno per seguire la propria squadra? E quelli che magari hanno anticipato il ritorno dalle vacanze? Del tifoso non interessa a nessuno.